Un'estate che deve ancora arrivare e che sembra appena finita.
Le giornate senza chiedere muoiono con me.
Una coppia in bicicletta sui venticinque. Arrancano fianco a fianco tra i ciottoli dello sterrato. Lei si ferma , è troppo stanca. Lui fa lo stesso e le passa una bottiglia d'acqua. Lei è bellissima.
Sotto agli alberi, in riva al lago, il vento continua a spostare le pagine del mio libro.
Vecchi in mezze maniche siedono davanti alle porte dei bar.
Le scene al di là del parabrezza sembrano lontane, quasi come guardare una fotografia in bianco e nero.
Perché tu ci riesci ed io no? I lunedì cominciano sempre di domenica pomeriggio.
Ancora una volta, mi chiedo se qualcosa resta o tutto se ne va.
Lady Oscar, Mila & Shiro, Occhi di Gatto….gli anni ’80 insomma.
Se mi avessero detto che a 32 anni la situazione invece sarebbe stata questa, mi
sarei serenamente suicidato da piccolo.
Goretexcowboy apre la porta alla hostess e la invita ad
entrare per prima.Hostess: "Grazie, ma lo so che lo fai per guardarmi il culo".
Goretexcoboy: "Sono cinque giorni che ti guardo il culo, non
devo certo ricorrere a simili mezzucci".
Sì anch’io a 26 anni
avevo una voglia dentro incontenibile. Di andare, di vedere, di fare. Dopo i
trenta è cambiato tutto. Come chiudere una porta. E non avere più la voglia di
riaprirla. Ed è inutile che mi chiedi “perché”. Semplicemente è successo. Non
lo so, il vero perché.
L’aria che si respira oggi è quasi d’estate, ed io non sono
preparato.
“In chiesa c’era tuo cugino col bambino. Ti ricordi quando
giocavate insieme qui nel giardino, coi trattori a pedali? Adesso è sposato ed
ha già un figlio.” Boh.
Magia Nera, Imperatrice Farah,Raymond Kopa, dai dai dai,
muovete quelle stramaledette chiappe, siete sempre le ultime a fiorire.
Guardatevi, non avete neppure un germoglio. Che tra due giorni è già aprile. E a me
sembra ieri.
1- Piove.
Dentro al capannone della fiera le luci sono basse, ed è rimasto solo qualche tecnico
ad imballare gli ultimi macchinari. Domani sarà tutto sgombro. Ho come
la sensazione di quando si rompe qualcosa dentro, e ti ritrovi a dover raccogliere
quei cocci di te stesso che sono finiti sparsi dappertutto, senza nemmeno un perché.
2- No
io non sono come te. Ma proprio per niente. Hai tua madre in coma e riesci a
scherzare comunque. A sorridere sempre dei guai. Tu sei uno che sbrana la vita,
io come provo ad afferrarla mi scotto, e devo lasciare la presa. Tu sei uno che
sa sempre cosa fare, io non lo so. Davvero, non lo so. Nel tuo piccolo sei
speciale. E ti invidio sempre un po’.
3- “Angelica
stai composta, Angelica non ci siamo, Angelica adesso tiro fuori le mani”.
Angelica dai non rompere i coglioni, che già ho poca fame e fuori piove a
dirotto. E poi guarda che cesso di mamma che hai. Pesa quanto un vitello. Scommetto
che si definisce “burrosa”. Mi domando come si facciano a sposare donne così
brutte. Se sono già impresentabili adesso, figurati fra dieci anni.
4- Eh
sì, hai voglia a fare un colloquio ogni
tre anni e mezzo. Che poi chissà cosa c’è, che non convinco. Sarà qualcosa che
ho detto, o che dovevo dire e non ho detto. O che dovevo dire in maniera
diversa. O l’esperienza. O la voce. O la faccia. O la cravatta. O che cazzo ne
so.
5-Chiara,
hai fatto l’impossibile per farmi capire che ti piaccio, credimi. E va bene, ti
accompagno a casa perché dopo cinque giorni te lo meriti. Però non sei il mio
tipo. Not at all. E adesso scendi. Come sarebbe che prima ti devo baciare? Va
bene, ti bacio, ma solo su una guancia. Ok. No, ho detto su una guancia, dai
fai la brava. Ok? Dai cristo, stai ferma. Bacio. E adesso sparisci, forza. Cosa?
Vuoi darmi un bacio pure te? Però poi vai, da brava. Vai.
La collega ormai in pensione mi dice che non ha più sentito
l’altra collega non in pensione,con la quale si confidava tutti i giorni e che
considerava quasi unasorella, e questa
cosa la sta amareggiando molto.Ma è normale, le spiego. Alla fine le strade si dividono, le
storie si interrompono. Ognuno ha i fatti suoi da portare faticosamente avanti,
e non c’è amicizia che tenga. Le eccezioni sono appunto eccezioni. E’ triste,
lo so, ma è normale.
A Biella c’è molta più luce di qua e stranamente anche
qualche ragazza carina. Qua non so. Sembra sempre tutto così buio. E difficile. Si
arriva a fine giornata senza forze, senza sapere neppure il perché.
Quando Splinder morirà,stavo pensando, scompariranno anche
una marea di vecchi blog che non vengono aggiornati da anni e che il
proprietario magari neppure si ricorda di aver scritto. Peccato per quelli in
cui si passava sempre volentieri, a rileggere cose che,per un motivo o per l’altro,
scaldavano un po’ il cuore o, per lo meno, scioglievano il ghiaccio contro i vetri delle
finestre.
Devo tenermi sempre occupato con qualcosa e cercare di non
pensare troppo. Ma uno alla fine certe domande se le pone comunque. Non è che
schiacci un tasto, spegni l’interrutore ed è tutto diverso. Non è diverso un
cazzo.
Ho trovato un posto dove in primavera proverò a pescare un
cavedano da record. L’acqua è così cristallina che,quando mi ci affaccio, si vede
davvero l’anima. E la cosa mi spaventa un po’.
A conti fatti, mi accontenterei pure di una parentesi di una mezz’ora*.
[Solo che tu a volte credi
non ti basti Forse capitera'
che ti si chiuderanno
gli occhi ancora O soltanto sara'
Giovedì 15 dicembre anno del Signore duemilaundici.
Il mondo è grigio il mondo è blu. In generale. Nel mondo. Qui a Torino oggi il cielo è di un azzurro lieve che sembra di essere ad inizio primavera e che stona con qualsiasi cosa. Come dissi una volta, si perde anche il piacere nelle giornate di sole.
E’ la mezza e c’è un rappresentante sulla cinquantina che sta dormendo semi sdraiato sul sedile del suo monovolume. No, non sono io, io non dormo nemmeno a letto, figuriamoci in auto. Ma forse ha ragione lui.
Il piazzale dove parcheggiavano i camion è stato cintato con dei grossi tubi in cemento perché si riempiva sempre di roulotte di zingari. E di qualcuno che ogni tanto ci portava l’amante, lasciava lì l’auto ed andava a scopare dietro le frasche. Vivere è già difficile, figuriamoci in clandestinità.
Quel tale che adesso non ricordo , si chiedeva dove vanno a finire i sogni non realizzati. Io non lo so. Può essere che muoiano anche loro all’alba sotto le coperte, o sotto la superficie di qualche lago ghiacciato di un azzurro come questo cielo. Che poi credo si arrivi ad un punto in cui nemmeno ci si domanda più quali erano i nostri sogni. Quelli che avevamo da bambini, da ragazzini,da studenti sui banchi dell’università, da giovani adulti. Perché le cose sono cambiate. Le aspettative, i bisogni,le persone. Le situazioni. Le situazioni sono cambiate. Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, e mò so’ cazzi tua e der tuo medico curante, direbbero a Roma.
Il sogno che doveva essere un sogno, mica un'ossessione. Vi ricordate Josè? Ma chi ne ha più voglia? Ma chi ne ha più la forza?
Alla reception la ragazza al telefono sbraitava in russo. A Torino sono brutte anche le russe, non è facile. Dai non ti arrabbiare. Almeno te. Chissà da che parte della Russia sei arrivata, per essere capitata qui a fare la receptionist. Probabilmente vieni da qualche paese sperduto ai confini con la Siberia o con il Kazakistan. Se eri di Mosca te ne stavi a Mosca, in un bell’ufficio caldo e rivestito di legno, a guardare la neve cadere e concludere trattative da qualche milionata. Mica venivi fino qui a Torino per fare cassa integrazione. Uscendo, la saluto nella sua lingua. Do svidanija. Lei smette di sbraitare. Mi sorride. Do svidanija, spazibo do svidanija. Non se l’aspettava.
Radio 101 fa passare i Verve. Da quanto non li sentivo. Mille vite fa. Bitter Sweet Symphony. Ecco. Io sì. Io me l’aspettavo . Anche se forse speravo nei Pooh. *
(*Come mai i tuoi occhi ora stanno piangendo dimmi che era un sogno e ci stiamo svegliando)
C’erano due autoarticolati rovesciati su di un fianco nel fosso, questa mattina. Uno in autostrada, in rettilineo. L’altro lungo una strada in mezzo alla campagna, sempre in rettilineo. Boh, forse gli autisti si addormentano, forse la nebbia, non so.
Sì sì è brutto da tutte le parti ma qui di più, è inutile che cerchi di edulcorare la situazione. Qui esponenzialmente di più. Tendenzialmente ad infinito di più. Quindi stattene pure zitto, che mi fai più piacere. Di cuore.
L’ingegnere dell’azienda cliente che non mi può pagare ha 44 anni, mi dice di aver buttato gli ultimi tre anni nel cesso. “Chi me l’ha fatto fare di venire qui, tre anni fa”, mi chiede? Ma che cosa gli rispondo? Come lo consolo? Io poi. Che sono fatto di Prozac per reggermi in piedi. Per alzarmi dal letto il mattino. Questo qui è una persona seria, con la bimba da portare a scuola di danza e tutte le menate. Le auto non gli piacciono, il calcio non lo segue. Di figa non parla. Ognuno si salva sa solo. Ma che brutto, così.
Domani vado in Toscana, forse compro due rose da collezione per ultimare il giardino. Mi domando perchè continuo a buttare dei soldi in rose, tanto già lo so che poi non crescono perché non hanno l’esposizione adatta. La location adatta, come direbbe qualche guru del marketing. La location è importante nella vita di una persona. Non scegli il posto dove nasci, e raramente quello dove vivi.
Domenica 27 novembre anno del signore, di nostro signore Gesù cristo morto in croce,duemilaundici.
Al governo ci sono i keynesiani che tentano di salvare il salvabile. Qualcuno dice che la mela è troppo marcia, qualcuno dice che il torsolo forse forse ancora si può salvare. Io dico speriamo. Mariolino comunque uno di noi. Beh, forse con meno Prozac, ma pur sempre uno di noi.
Sempre più famiglie fanno la fila alle mense della Caritas. I ristoranti comunque sono pieni, a stare a sentire il Silvio, che il giorno prima detta la durata del nuovo governo (“il governo Monti durerà sino a quando lo vorremo noi”), il giorno dopo, interrogato su di una potenziale riduzione delle tasse, si lava le mani con un perentorio: io ormai non conto più un cazzo.
Il mondo è grigio il mondo è blu. A volte davvero è grigio perché qui c’è tanta nebbia, soprattutto al mattino, ma poi asciuga un po’ e si rasserena. Averne, di novembri così. Che se non fosse per le foglie che cadono, direi che è quasi primavera.Cadere senza farsi male. Cadere senza l’obbligo di doversi rialzare. Come le invidio.
Che poi a novembre la città dovrebbe accendersi in un istante, in base a quanto affermava la Giusy, ma io vivo in the countryside, tipo Crocodile Dundee, in mezzo ai boschi, alle vigne, e fuori più o meno c’è sempre la stessa luce. La stessa che c’è dentro.
Il giovane ragazzo ucraino aveva la faccia triste da ucraino triste. Fa il meccanico ed ha una fidanzata da urlo che è rimasta là, può essere che finiti gli studi si trasferisca in Italia anche lei, si sentono al telefono, gli manca molto.
Indosso sempre occhiali da sole con lenti polarizzate. Non servono a scurire, semplicemente mi aiutano a sfumare la realtà.
La signora del benzinaio oggi mi ha chiesto se sapevo che è stata operata di tumore. Operazione, chemio , calvario. Sì, lo sapevo, ma cosa potevo risponderle? A certe domande, uno, cosa può rispondere?
Voglio ringraziare il lettore/lettrice zona Roma che nonostante tutto mi segue con disarmante costanza. Mi chiedo il perché di cotanta generosità nei miei confronti. Piccole cose che fanno piacere.
Ma dovrebbero essercene di più, molte di più, di piccole cose che fanno piacere, cristodundio, ed invece.
Invece io non sto un granché bene. Mi viene in mente una frase di Ecce Bombo: “…sta male, ha delle crisi, credo che sia schizofrenia, ma non è che spacca tutto”. Nel mio caso, sicuramente non è schizofrenia, ma ci sono dei momenti in cui davvero mi sale l'acido e vorrei spaccare tutto. Con l’autoradio in sottofondo che urla “Siamo solo noi….”
"...noi che siamo lontani ormai, da tutte quelle situazioni che ci univano da tutte quelle piccole emozioni che bastavano"
Ecco. Il discorso di prima. Piccole emozioni che. Magari non bastavano, comunque c’erano, ci univano E riscaldavano un po’.
Sì, in certi giorni mi manca molto non poterti più baciare, ma ormai non ci sei più e poi lo sai, ognuno si salva da solo. Anche se io non è che sia molto bravo a salvarmi.
Fuori non so. Dentro credo di essere morto sedici anni fa.
La parola “ippopotama” non c’è nel T9 del Nokia. L’ho scoperto oggi mentre stavo messaggiando con mia sorella, misteri della fede. A proposito di fede. La Rosy mi chiede se ho mai letto la Bibbia. “Uhm, mi pare di no”, le ho risposto, “però sono quasi sicuro di aver visto il film”.
Ascoltami bene,spilungona teutonica. Non è che mentre ti allontani dopo avermi portato mezza di acqua minerale ti devi voltare di scatto per controllare se ti sto guardando il culo. Stai tranquilla, ma per chi mi hai preso? E’ ovvio che te lo sto guardando.
La giornata di oggi è cominciata nel migliore dei modi. Mentre stavo bevendo il caffè a colazione, mi è scappato un “cristo dio” rivolto a cuore di mamma che mi aveva chiesto tipo che ore sono. Dopo pranzo ho quasi sfasciato il finestrino della mia auto con un pugno. O, meglio, mi sono quasi sfasciato una mano contro il finestrino della mia auto dandoci un pugno. E sono solo le sedici.
Su beautifulpeople.com , leggo sul corsera, omini e donne mentono sul lavoro che fanno, tutti si spacciano per operatori nel settore del glamour, per rendersi più interessanti. Ma che cazzo me ne frega se operi nel glamour. Il glamour mi fa inorridire. A me piacciono quelle belle acciaierie tutto fumo ed olio bruciato, dimenticate nel mezzo di qualche area industriale fatta solo di nebbia e pianura.
H.H., il mago, il mago Helenio, che vinse tutto il vincibile con la Beneamata, già cinquant’anni fa si dedicava ad esercizi di yoga e meditazione. A bassa voce, nella semioscurità della sua stanza, ripeteva “io sono bello, io sono forte”. L’unica volta che ho provato a fare yoga, sono riuscito solo a pronunciare un più modesto: “mi sa che io sono un pirla”.
Dev’essere per questo, stavo pensando. Dev’essere ben per questo. Che. Tutto. Il nervoso. L’acido. La depressione. Il sentirsi esausti. Il faticare in ogni cosa. Per ogni cosa. Dev’essere ben per questo. Che. Tutto, appunto.
Ok,ok. How I wish u were here. Tanto lo sapevi, che lo avrei scritto anche alla fine di questo post.
giovedì 3 novembre 2011
Nella trattoria dove il vento puzza sempre di letame c’è una nuova cameriera. Ha un accento stranissimo,non riesco ad identificarlo, sembra un misto di genovese e tedesco. E non riesco neppure a definirne l’età, dai 22 ai 45 anni ogni numero potrebbe essere buono. Capisco tuttavia che non è della zona perché è alta, bionda e con due occhi di cielo da illuminare una giornata di novembre come questa. Ah, dimenticavo,non ha nemmeno i baffi e sorride sempre.
L’omino che mi deve dei soldi chissà che scusa si inventerà per giustificarsi. Che si incazza pure, come se avesse ragione lui. Perché in fondo ognuno ha diritto di rivendicare il proprio diritto all’insoluto. Mi piacerebbe tanto potergli rifilare due schiaffi, ma non posso , perché è l’unico cliente che ho di un certo livello. Anzi, con la mia Direzione dovrò pure cercare di edulcorare la situazione.
Gli extraterrestri non arrivano ed io sono esausto.
Il benzinaio dell’Autogrill ha fatto due conti. Dunque, quest’anno ha fatturato il 40% in meno dell’anno scorso. La differenza la fanno soprattutto i camion, che invece di viaggiare, sono fermi nelle aree di parcheggio.“Guarda quel rumeno lì”, mi dice. “Sono cinque giorni che è fermo. Mangia, caga, dorme, tutto in quest’area di servizio. Sino a quando non arriva un ordine di carico dalla sua azienda, lui non può muoversi”.
Non riesco più a dormire, se non quando guido e sono lanciato ai 130.
Ho 2 obiettivi importanti che mi sono prefissato prima di fine anno e ….ma vaffanculo
Mi sto rendendo sempre più conto che, per le ragazze, non può esistere la categoria delle “ragazze magre”. Quindi se parli con loro, noterai subito che si autodividono essenzialmente in “ragazze normali” e “ragazze anoressiche”. Il dialogo solitamente è questo. -A me piacciono le ragazze magre. -Ah, dunque ti piacciono le anoressiche. -Ma no, mi piacciono le ragazze magre, con un bel seno ed il culo piccolo, cosa c’entrano le anoressiche? L’anoressia è una malattia, mica mi piacciono le ragazze malate.
La moglie del mio titolare mi chiede quando sposerò la mia fidanzata. Le rispondo che, con quello che porto a casa a fine mese, la mia fidanzata preferisce che io dorma dai miei, e lei dai suoi. Aspetteremo momenti migliori. Sono sicuro che arriveranno, non appena sarà varato il ddl intercettazioni. (Ma poi non sono neppure fidanzato, cazzo vuole questa qui?)
Stavo riflettendo su questo concetto. La differenza tra un coglione coi soldi, ed una persona molto in gamba senza soldi, la fanno soprattutto i soldi.
Gesù sta arrivando, almeno così ho letto su di un muro in piazza Vittorio Veneto a Torino. Quando esattamente, però, non ci è consentito saperlo. Io comunque lo spero sempre, anche se ci credo poco. Uhm, mah,secondo me non arriva. Non arriva, non arriva. Però potrebbero arrivare gli extraterresti. Come si pensava all’inizio degli anni 80. Che Vasco a sta cosa ci aveva pure dedicato una canzone. Che diceva tipo: “...avevano bisogno di loro,sarebbero venuti in volo”. Boh,aspettiamo.
Ah, non so se avete saputo, a Roma. Scontri, guerriglia, rivolta sociale. Magari. In realtà erano i soliti Black Bloc che hanno lanciato qualche sampietrino. Che io li stimo, per carità. Ma la lotta questa volta doveva partire dagli Indignados, non dagli amici Black Bloc. Era la volta buona. Che forse qualcosa poteva pure succedere. Invece anche lì, non c’è stato verso di unirsi in una linea comune. Da una parte gli Indignados che coi tamburelli, le canne e i sorrisi sperano che qualcuno se li caghi. Dall’altro i Black Bloc, più incazzati,ma troppo pochi per ottenere qualcosa. E poi troppo idealisti. Le banche, il sistema, il capitalismo. Ma che cazzo vuol dire? La rivolta deve nascere con l’obiettivo della presa del potere. Servono armi, mezzi corazzati, gente che non abbai paura di tirare il grilletto. Che cazzo me ne frega delle banche, del capitalismo. A me frega che questa manica di associati a delinquere che ci sta governando e che ha devastato la mia generazione venga eliminata fisicamente il prima possibile. Crivellati a colpi di kalashnikov. Mariolino Draghi si è espresso: “Noi alla vostra età non avevamo aspettato così tanto”. Mi sa che ha ragione.
Poi. Stoner è diventato campione del mondo di MotoGp. Mi fa molto piacere. Un bravo ragazzo, una persona seria, pulita, con una moglie dolcissima sposata a 18 anni. Era ora. Onestamente Valentino Rossi mi aveva un po’ stancato. I calzoncini corti a trentadue anni, la visierina gialla, la piadina, i giapponesi che sono antipatici perché non ridono mai, Lorenzo che è antipatico perché non ride mai, nel dubbio tasse evase per 120 milioni di euro. Ormai una macchietta. E le macchiette non mi piacciono. Un po' come i clown, mi fanno incazzare.
quelle che si sposano che pesano 50kg e dopo due anni ne pesano 80 perché si sono un attimo lasciate andare;
quelli che a quarantacinque anni vanno a giocare a calcetto con gli amici e si rompono il menisco;
quelle che non è che mi piacciono quelli coi soldi, è solo una coincidenza che ho sposato Briatore;
quelli che fanno i recruiter e allora non ci sono alternative, o scazzo totale o sorriso beota everlasting stampato in faccia;
quelli che fanno i venditori di auto a brescia e sbrigati a confermarmi l’ordine perché mi hanno già contattato altri 15 potenziali clienti anche dalla Sardegna… e cicciolina è vergine;
quelle che se fai loro un apprezzamento “uè come ti permetti di provarci brutto sfigato che non hai neppure l’ics faiv”;
quelle che darebbero un rene per ricevere un apprezzamento anche da uno con la Bianchina di Fantozzi ma sono così brutte che sembrano un rene;
quelli che va tutto bene e c’è un mucchio di lavoro mapperò non ti possono pagare il materiale;
quelli/e che si sposano perché è nella natura umana vivere in coppia ed infatti dopo 6 mesi sembrano una coppia di cugini;
quelle che sanno cucinare 4 salti in padella;
quelli che odiano i preti ma si sposano in chiesa perché la tradizione.
Gasperini manco ha assaggiato il panettone. Ci avrei scommesso una fetta di culo. E’ brutto dirlo, ma certa gente la vedi in faccia. Con la faccia da brava persona, di strada se ne fa davvero poca.
Mia zia, nell’infinita saggezza dei suoi quasi settant’anni, tenta continuamente di convincermi che nella vita si riceve quello che si dà. Ieri le ho risposto:” Se la tua teoria fosse vera, mi spieghi cosa possano aver combinato quelle centinaia di bambini molestati dai preti pedofili, che a causa delle sevizie subite rimarranno traumatizzati per tutta la vita?” “Beh, ci sono sempre le eccezioni che confermano la regola” - mi ha fatto candidamente notare.
Dio è morto. Qualche anno fa. “Si è suicidato perché aveva finito i soldi”, ho detto questa mattina ad una testimone di Geova vestita di rosa che ha suonato al mio cancello, accompagnata da una bambina pacioccona sempre vestita di rosa, una sorta di Marisa Laurito da piccola.
Elisabetta Akbar Canalis adesso si è spogliata per gli animalisti e non per un calciatore barra attore barra parlamentare. Quindi dopo un’estate passata a sorbirci le chiappette della Hunziker passeremo un autunno con quelle della Canalis. Credo che dio si sarebbe suicidato comunque.
A parte Germania Francia Olanda Austria e Paesi Scandinavi, in Europa ci amano tutti e Berluscoma è un figo della madonna perché di lui al massimo si può dire che è uno che scopa. Non so voi, ma io vorrei tanto potermi trasferire in Svizzera. Per sempre.
Le trentenni italiane sono più banali di una trasmissione condotta da Amadeus. Se fossero un colore sarebbero il grigio chiaro, se fossero un’ auto sarebbero la Fiat Croma, se fossero un piatto sarebbero spaghetti al pomodoro. Parlano di scarpe, uomini e tette delle colleghe. Meno male che sono gli uomini, ad essere noiosi.
Peccato per Luciano Ligabue, morto dieci anni fa. All’epoca era il mio cantante preferito. Meglio così, se n’è andato quando aveva ancora qualcosa da dire. Mica come quelli che cantano ancora per soldi.
Darya klishina è una figa da paura. Scusate l’ho già detto, ma qualcuno sa dirmi di che colore ha gli occhi? Neri? Blu scuro? Verde scuro? E santamadonna, per un momento scendete dal pero sul quale vivete e date una risposta ai miei questi esistenziali.
“Drink or Die”. Stampato sullo zerbino di casa mia, al posto del canonico Welcome.
Gesù è nato, poi è morto, poi è risorto, e sul più bello ha fatto scomparire definitivamente le sue tracce. È sparito al momento giusto. Come Mina. Mica come Michelle Hunziker, di cui ci dobbiamo sorbire le foto delle sue vacanze al mare da inizio estate. Possibile che a sto mondo siano rimaste solo la Hunziker e le sue chiappette, da fotografare?
Leggo sul Corsera che si è suicidato un certo Massimo Novelli, bocconiano quarantenne con due gemelli di cinque anni che risiedeva in provincia di Lecce (http://www.corriere.it/cronache/11_agosto_28/misterioso-suicidio-manager-fasano_0b1bc450-d148-11e0-b62d-1ebafd8b4f13.shtml). Sembra che si sia ucciso ingerendo dell’acido muriatico, non se la sentiva di assumere 60 dipendenti che con quel lavoro non c’entravano un cazzo. Diverse pressioni esterne, qualche minaccia di troppo, e Massimo non ha retto. Mi torna in mente quella vecchia canzone di Billy Joel, “Only the good die young”. Comunque Massimo uno di noi.
Le vacanze di agosto sono passate in un attimo. Per essere romantici, sono durate il lasso di tempo di una scoreggia di zanzara. Ho fatto solo due cose: andare a pescare sempre nello stesso posto, e vangare il giardino. Delle ottime vacanze, immagino direte voi. Uhm, non ne sono sicuro. Forse qualcosa di più si poteva fare. Comunque va bene lo stesso.
Natasha Stefanenko, leggo su Wikipedia, l’enciclopedia libera. Da giovane si riteneva «brutta», «insignificante» e si laurea in ingegneria metallurgica, non per interesse, ma perché «a metallurgia il novanta per cento erano uomini. Sfigato o no, pensavo che qualcuno l'avrei trovato» Beh, dico io. Nella vita qualche volta le cose cambiano.
Fine agosto nel mio inconscio coincide sempre con la fine dell’anno. Non chiedetemi il perché in quanto non ne ho idea. Forse perché a settembre cominciavano le scuole. Quindi per me settembre è un po’ come l’anno nuovo. Il 2012 per me comincia a settembre 2011. Oddio come sono complicato. E nevrotico. No, non è che il 31 di agosto adesso stapperò lo spumante per festeggiare. Semplicemente devo pensare a qualche nuovo proposito. Ho già qualcosina in mente che posterò a breve. Belle robe da fare e belle robe da comprare.
A parte questa finta leggerezza molto di facciata, continuo a sentirmi come un pesce fuor d’acqua, qualsiasi cosa ciò significhi. Purtroppo non mi vengono metafore meno banali. E mi torna sempre in mente quella vecchia strofa dei Pink Floyd….Wish u were here...
Alla fine del tunnel si intravvede una flebile luce, fredda, opaca,intermittente, ma la strada verso l’uscita è ancora così lunga, che a volte sono tentato dall’idea di arredarmelo. Sempre che non lo abbia già fatto. Così, senza neppure accorgermene.
Non credo troppo nel matrimonio perché sono convinto che una donna dopo i 43 abbia la garanzia ampiamente scaduta. Tipo un’auto dopo i 200mila km. Tutto quello che ancora viene di buono è regalato. Il Daniele mi spiega che dopo i 40 nel rapporto di coppia le cose cambiano, e all’aspetto sessuale della relazione subentrano altre cose. OK, penso, ma a cinquant’anni allora? A cinquant’anni un uomo oggi ci arriva da leone, non è più come nel medioevo che a cinquant’anni eri già morto da un pezzo. A Danie’, me spieghi a cinquant’anni che subentra, se a quaranta già ti tocca appendere l’uccello al chiodo?
A parte questo. Come scrissi una volta in un mio vecchio post, l’Amore Vero, quello da toglierti il fiato e farti dire “è solo con questa persona che voglio passare il resto della mia vita”, da qualche parte esiste. Purtroppo per i più romantici, la sua reperibilità dal punto di vista statistico è del tutto irrilevante.
Essere ottimisti porta sfiga. Spiegatelo alle teste di cazzo delle risorse umane,sempre con quel sorriso beota stampato sulla faccia.
Giugno è finito che nemmeno me ne sono reso conto. Semplicemente sto guardando il calendario. Al calendario non si scappa. Adesso c’è luglio, poi le ferie di agosto che ormai agosto sta diventando il mese più piovoso dell'anno, e poi siamo di nuovo in autunno, come dice la Debora senz'acca della trattoria dove vado a mangiare. E saranno strade ricoperte di foglie scure e gocce che provano a bagnarci dentro. Qualcuno ha visto l’estate, da qualche parte qua attorno, quest’anno?
Il mio abituale collega di avventure mi chiede dove si andrà in vacanza quest’anno. Io però non ce la faccio. Quest’anno alzerò bandiera bianca. Sono un corpo esanime con un animo esanime. Mi addormenterò venerdì 6 agosto e mi risveglierò lunedì 29. Tra le altre cose. A gennaio avevo messo in programma che mi sarei iscritto in palestra per arrivare a settembre bello tirato a lucido. Ecco. So di averlo già detto, ma non sono proprio bravo a fare programmi e, soprattutto, rispettarli.
Non so perchè, ma continua a tornarmi in mente il ritornello di una vecchia canzone dei Pink Floyd, "Wish u were here"
Dublino, domenica 5 giugno 2011 Il mondo è grigio il mondo è blu, cantava quel tale. Al momento è solo grigio, piove da una settimana e queste colline sanno molto di autunno strappalacrime anche se siamo ad inizio estate. O, meglio, dovremmo essere ad inizio estate, ma i tuoni e le nuvole basse cariche di acqua sembrano ricordarmi che la strada verso il sole sarà ancora lunga. Non che sia un folle amante del sole, del caldo e dell’estate. Anche perché con l’estate mi scatta la solita associazione di idee. Estate=donne in infradito=nulla di + volgare=voglia di prenderne a schiaffi qualcuna. Dicevo. Ma con tutta quest’acqua non si può neppure andare a pescare.
Il mondo è bello perché e vario. Per chi ha i soldi.Tanti. Un fottio.
L’oroscopo spiegava che, dal 4 giugno in poi, per i capricornini come me sarebbe stato tutto più facile, quasi in discesa. In altre parole l’anno 2011 sarebbe iniziato il 4 giugno 2011. Affari, soldi,lavoro, amore per chi ne cerca, salute. Di tutto di più. Una nuova alba dopo un semestre di piombo.
Per il momento non è successo granché. A parte il solito barbiere che mi ha fatto il suo solito taglio alla Gianni Vaffanculo Morandi nonostante gli avessi detto di apportare solo qualche sforbiciata. Ma porca troia. Ogni volta è così. Ma più di tanto non mi arrabbio neppure. Meno del prezzo che mi fa lui, ci sono solo i cinesi. Dunque forza e coraggio. Un domani, forse, ricresceranno. E comunque diamo tempo agli astri che facciano il loro sporco lavoro.
Domenica, 5 giugno 2011. Domenica lunatica. Domenica bagnata. Domenica di merda, con qualche bottiglia di birra in frigo e nessuna voglia di bere. Meglio così, mi dico. Tra l’altro non siamo neppure a Dublino ma in bassa collina da qualche parte in Piemonte. Mica c’avevate creduto? E dalla finestra aperta guardo la pioggia che cade incessante ed inalo il profumo dell’erba bagnata. Un profumo che mi rimanda a qualsiasi cosa. Un profumo così maledettamente carico di malinconia. Di un qualcosa che mi manca e che non so definire. Di un qualcosa che vorrei dire ma che non mi vengono le parole. E più lo respiro e più non so chi sono.
Qualcuno è partito per sempre. Qualcuno è partito per sempre ma forse un giorno ci rincontreremo. Magari in qualche piazzola di sosta ai bordi di un’autostrada che non porta da nessuna parte. Con gli occhiali da sole scuri e qualche ferita che chissà, forse ormai si sarà cicatrizzata. E ci riabbracceremo con quella finta freddezza che solo noi sappiamo dispensare e che ci rende così insopportabili. E ci diremo che sì, sono passati gli anni e che a fatica siamo sempre qui e che cerchiamo di farla andare. E che, nonostante tutto, nonostante sia passato del tempo dall’ultima volta, in realtà ci siamo sempre un po’ pensati , anche solo per ricordarci, un attimo. Anche solo per riscaldarci, un attimo. Che il freddo è lo stesso da qualsiasi parte si vada. Forse davvero non è tempo per noi. O forse sì. Anche solo per un attimo.
[[Proverbio cinese: “ci vuole giorno molto piovoso per annegare papera”. Però adesso basta. Che più che papera io sono Paperino. Oppure Paperoga. Quando si dice, l’imbarazzo della scelta]].