Se potessi raccontarti. E riuscissi a farti capire. Solo una volta. Solo una dannatissima volta. L’ansia che ho dentro.
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lunedì 1 settembre 2014
Le cose più importanti sono qui, a pochi passi, ma io non riesco ad alzarmi per afferrarle.
Come vorrei che tu fossi qui. A riempire questi miei giorni fatti di ansia. A distrarmi da questa mia vita, fatta di niente.
Quanto sono cambiato in questi sei anni? Ero una persona diversa, sicuramente diversa. Non dico migliore, semplicemente diversa. Avevo sogni. Avevo ambizioni. Avevo voglia. C'era la solitudine, ma riuscivo ancora a sorridere
Mentre adesso, ho solo paura
domenica 15 giugno 2014
domenica 15 giugno 2014.
Ieri ed oggi in una pastiglia di brotizolam. Del domani non v'è traccia
domenica 15 giugno 2014.
Un buco nero che si è risucchiato la mia giovinezza. Quelli che dovevano essere gli anni migliori. Un'aquila dal becco spuntato che ha divorato la mia voglia di di vivere e , con questa, il mio coraggio.
domenica 15 giugno 2014.
Sotto un cielo d'autunno, un'ortensia blu intenso, come gli occhi di quella rappresentante olandese che avevo incontrato ad una fiera,parecchio tempo fa.
domenica 15 giugno 2014.
C'è un posto, lassù tra i boschi. Non mi trovereste mai.
domenica 15 giugno 2014.
Quattrocentomila chilometri di strade, paesi fatti di polvere, vecchie cascine dai grandi cortili. Il tutto per arrivare a niente.
domenica 15 giugno 2014.
Qui si muore alla giornata.
.
lunedì 9 giugno 2014
che sogni avevi dieci anni fa?
in cosa credevi dieci anni fa?
cosa volevi dieci anni fa?
cosa ti piaceva dieci anni fa?
dormivi la notte dieci anni fa?
come ti vestivi dieci anni fa?
soffrivi di attacchi depressivi dieci anni fa?
le persone che sedevano a fianco a te, perchè loro sì, dieci anni fa?
dove hai sbagliato dieci anni fa?
avevi le stesse paure dieci anni fa?
è cambiato qualcosa rispetto a dieci anni fa?
che persona eri dieci anni fa?
oggi come allora. Avresti immaginato questa fine, dieci anni fa?
martedì 25 marzo 2014
marzo 2014

marzo è una vita fatta di settimane composte di soli giovedì
marzo è Sister Blister, che ha voluto dare una piega ben precisa alla sua vita, e c'è riuscita. Col nuovo lavoro, la nuova casa, il matrimonio imminente
marzo è una vecchia lada niva che vorrei comprare, tanto costa poco, ma poi no, che non è il momento giusto per spendere dei soldi in cose inutili. Sostanzialmente inutili
marzo è l'angelo dalle piume fradice che non riesce ad alzarsi in volo ma che non chiede aiuto, perchè sa che tanto dovrà salvarsi da solo,e sa che non ci riuscirà
marzo è un cassetto vuoto che profuma di nulla
marzo sono io seduto in un angolo, su di una poltrona verde muschio dallo schienale sgualcito. Sono io che arranco, in salita, su di una strada di fango sotto un cielo plumbeo . Sporco, graffiato, livido. Come quei gatti di strada che vivono alla giornata
lunedì 10 febbraio 2014
e rimane lì, a bagnarsi ancora un po', e il tram di mezzanotte se ne va, ma tutto questo alice non lo sa
Il "Cesare perduto nella pioggia", cantato da De Gregori nella sua "Alice", era Cesare Pavese, che da ragazzo, a Torino, aveva atteso invano sotto la pioggia, sino a mezzanotte, una ballerina della quale si era innamorato , alla quale aveva strappato un appuntamento presso la fermata del tram. Solo che la ballerina non si fece vedere, e lui si prese una pleurite che lo tenne lontano per un po' dai banchi di scuola. Frequentava la seconda liceo. Era il 1925.
Giornate inutili, vita inutile, pioggia incessante, strade allagate. Sono le 11 di mattina, al di là del parabrezza sembra notte. Tutto si confonde tra i riflessi delle pozzanghere. Curve buche camion rotonde. Fuori è un dramma in bianco e nero. E' il gennaio del 2014.
E' questa la vita, mi chiedo? Questo, significa vivere? Perché gli altri ci riescono, ed io no?
Come Cesare, oltre alla forza ho perso qualsiasi fiducia in me stesso. Come Cesare, niente o nessuno mi salverà dal mio oblio.
Una pastiglia di Lendormin. Sono le due di un pomeriggio fatto di fantasmi e neve marcia. Sino a stasera non voglio esserci. Per niente e nessuno. Speriamo faccia effetto.
mercoledì 2 gennaio 2013
e così sia
Un anno devastante è finito. Ne comincia uno nuovo, con solo ombre e nessuna luce. Già qualcuno mormora che sarà ancora più difficile di quello passato. Ci credo. Ne sono sicuro.
Non ho buoni propositi, per questo 2013. Ho solo un desiderio. Che sia un anno per me. Che sia un anno dove, tra le mille difficoltà da affrontare, ci sia anche qualche momento di felicità. Nascosto in un raggio di sole, o dietro un cespuglio, o in fondo ad un cassetto. Non ha importanza. Ma vorrei tanto che fosse un anno per me.
lunedì 8 ottobre 2012
Come quando dentro non si può più aspettare qualcosa che non
arriva. Come quando fuori piove. Come vivere su di un vascello che sta
imbarcando acqua. In mezzo ad una tempesta. Destinato ad affondare, solo
questione di tempo. Mi sembra di essere tornato ad ottobre 2009. Rileggo quelle
righe. Sembra oggi. Sembra adesso. Un salto indietro di tre anni.
Mi domando come faccio ancora a reggere. Certe delusioni.
Certe ansie. Certe cadute. Mi sento addosso centomila anni. Centomila.
E la luce che ho dentro è quella di una candela che, con la
forza della disperazione, riesce a resistere al vento. La fiamma tremula rimane accesa
sino a quando non si consuma la cera.
Consumato. La parola che cercavo.
mercoledì 3 ottobre 2012
lunedì 3 settembre 2012
Sì, sono preoccupato. Più del solito. Lo sono sempre stato in questo periodo, ma adesso di più. Esponenzialmente di più.
Settembre, il rientro, il non sapere davvero più cosa inventare.Ecco cosa mi uccide. Il non sapere più cosa inventare.
Poi lo sai che non sono mai stato bravo a nascondere le mie ansie, dunque te lo dico, anche se lo immaginavi.
E ti vorrei tanto qui, ad abbracciarmi un po', a dirmi di non preoccuparmi, a dirmi che le cose prima o poi si sistemeranno anche per me, di pensare ad altro che arriverà il mio momento, perché dopo tutto me lo merito.
Invece tu non ci sei, mi hai lasciato qui, come se fossi capace a consolarmi da solo.
Non si fa così. Se te lo dico piangendo, ci credi? Guarda che non si fa così.
domenica 20 maggio 2012
Tre due uno, tanta tanta pioggia ancora e nebbia e grigio e
umido. E gocce che, poco per volta, in silenzio, provano a bagnarci dentro,
come cantava qualcuno, e forse ci riescono pure.
Mi sono svegliato alle dieci,questa mattina. L’ultima volta
che mi era capitato, probabilmente avevo 15 anni.
Ho dovuto segare in due una vecchia porta di mogano per mio
padre, che con quanto rimasto ci costruirà
un comodino.
Le rose sono fradice
e pesanti. E’ un anno che aspetto questo momento, nemmeno riesco a
godermelo.
Il Chelsea ha vinto una finale di coppa campioni senza
nemmeno accorgersene, senza capire bene come. La prima della sua storia. L’apoteosi.
L’ha vinta perché ci ha creduto ed ha fatto tutto il possibile per essere lì. Con
cose facili. Un bel catenaccio, marcature a uomo,contropiede.
Io invece mi sento molto come la Beneamata. Una stagione
difficile, fastidiosa,indolente. Cominciata male e proseguita tribolando molto.
Tanto. Oltre la sopportazione. Nessun obiettivo raggiunto. Un illudersi e poi
ancora un disilludersi in loop continuo.
Poca freschezza fisica, troppa stanchezza nervosa.
Tanto da rinnovare. Si dovrebbero tagliare dei rami vecchi. Si vorrebbe aprire un ciclo. Ma è come non venisse mai il momento, come cantava sempre quel qualcuno di prima. Mai il momento.
Tanto da rinnovare. Si dovrebbero tagliare dei rami vecchi. Si vorrebbe aprire un ciclo. Ma è come non venisse mai il momento, come cantava sempre quel qualcuno di prima. Mai il momento.
martedì 10 aprile 2012
che belle che erano le canzoni degli 883
Ti passerà, si però
Il vuoto credo che non si riempia mai
Per tutti è così
Si perché è un po' il vuoto di tutti noi
Ci sbattiamo tanto per chiuderlo
Ci proviamo e non ci riusciamo mai
Allora tanto vale conviverci
Il vuoto credo che non si riempia mai
Per tutti è così
Si perché è un po' il vuoto di tutti noi
Ci sbattiamo tanto per chiuderlo
Ci proviamo e non ci riusciamo mai
Allora tanto vale conviverci
(Cumuli - 883)
domenica 1 aprile 2012
il colore che ho dentro
Ciao Nan, sì qua c'è molto vento, ieri alla Diga mi sono abbronzato parecchio ma non ho pescato niente.
Sto sempre uguale, provo a fare come dici tu, a non pensarci, ma tanto lo sai che non ci riesco. Ed ogni giorno, muoio un pochino di più.
Adesso esco,che devo annaffiare le rose.
Fammi andare,dai.
Ciao Nan.
sabato 31 dicembre 2011
tre due uno.....
Cercavo un po' di serenità, invece non dormo la notte
Chiedevo qualche strada dritta ed un po' di discesa, invece ho trovato solo salite e tornanti
Speravo di rinascere, ma non mi ero accorto che sono già morto
Tre due uno...brindisi...e che sia migliore. O,se proprio non può essere migliore,che almeno sia qualcosa.
martedì 8 novembre 2011
lo sai anche tu, Nan
Io non sto più bene Nan, è dal rientro dalle ferie di settembre che non ci sto più dentro, sono partito per la tangente e non riesco più a tornare Nan, mi sento nervoso, mi sento debole, mi sento che non so come fare Nan.
Ed è inutile che pensi che certi momenti sono così per tutti e poi passano Nan, perché qui va tutto male, non c’è una merda che stia andando bene Nan, una fottutissima merda, qui certi momenti non passano mai, lo sai anche tu Nan.
E vorrei tanto che tu fossi qui Nan, vorrei potertelo dire, vorrei poterti raccontare cosa mi divora dentro, cosa lentamente mi uccide, e vorrei un abbraccio ed un bacio da te Nan,che davvero non mi ricordo l’ultima volta in cui sono stato felice.
Non mi ricordo.
Davvero.
lunedì 7 novembre 2011
le solite cose
...non cambio, non lo so non cambio, non...sono solo spaventato dall'idea di un altr'anno con il serivizio militare che non posso più rinviare, gli esami, le solite cose e tutto il resto
(Nanni Moretti - Ecce Bombo)
martedì 18 ottobre 2011
domenica 16 ottobre 2011
perdona, clown .....
Eppure era così facile ridere.
Adesso è tutto diverso. Adesso è tutto cambiato.
Gli abbracci che diventano inopportuni.
I sorrisi di plastica in cui fingiamo di credere.
Si perde tutto. Anche il piacere nelle giornate di sole.
Ma cos’è stato di quel tempo, mi chiedo?
Clown, perdona, clown
se non si ride e non si applaude qui
clown, capisci, clown
siamo insensibili
Clown, guardaci, clown
siamo sicuri di non esserci
clown, capisci, clown
siamo invisibili
(Paolo Conte)
giovedì 29 settembre 2011
NANI DENTRO
Sono alto 1.88. Come un po’ di gente importante. Tanto che dico sempre che non vorrei mai essere un cm in più o un cm in meno. Perché così posso bullarmi come un bullo di periferia di essere alto come i miei due calciatori preferiti, il buon Giacinto Facchetti, pace all’anima sua, e l’extraterrestre Lucio Aimar da Silva. O come i miei attori preferiti, l’immenso Clint Eastwood o l’elegantissimo James Coburn. O come il più grande body builder della storia, Arnold Schwarzenegger. O come David Gandy, che con la pubblicità del profumo un po’ di visibilità l’ha pure avuta.
E ci sono delle volte che mi guardo nelle foto e dico: ma quanto sono alto? Almeno rispetto alla media, alla gente che mi sta intorno. Che se fossi in Olanda probabilmente sarei pure basso, ma qui no, qui sono serenamente sopra la media.
La cosa strana è che mi sento un nano. Mi sento un Alvaro Vitali, o un Lino Banfi, o un Domenico Morfeo qualunque, uno di quelli che quando guida la macchina o tocca i pedali o tiene il volante. Non so da cosa derivi. Questo senso di non sentirsi all’altezza. Anche fisicamente. Questa sensazione di essere sempre inferiore alla media, sempre in basso, sempre indietro. Di non riuscire ad arrivare a.
Piccoli traumi infantili forse. Livelli di serotonina bassi magari?
Però che brutto, vivere per sentirsi così.
martedì 19 luglio 2011
maccheccepossofa' (se le donne mi piacciono così)
...e adesso, ometti all'ascolto, ditemi che la camminata dal minuto 0.19 allo 0.26 non è un qualcosa paragonabile alla Mercedes Sl Ali di Gabbiano, o a Grace Kelly, o alla Grande Inter.
Ah, la signora in questione ha quarant'anni. Così, per la cronaca.
Se fosse la mia girlfriend non la cambierei neppure per una Mercedes Sl Ali di Gabbiano. E neppure per Grace Kelly. Uhm, se la giocherebbe con la Grande Inter.
Ateo e materialista, lo so. Buahahaha....
Ah, la signora in questione ha quarant'anni. Così, per la cronaca.
Se fosse la mia girlfriend non la cambierei neppure per una Mercedes Sl Ali di Gabbiano. E neppure per Grace Kelly. Uhm, se la giocherebbe con la Grande Inter.
Ateo e materialista, lo so. Buahahaha....
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