La luce alla fine del tunnel non si intravvede nemmeno più, probabilmente si è spenta o forse non era una luce ma solo la mia suggestione, alimentata da una vana speranza che qualcosa dopo tutto potesse cambiare.
Alti e bassi, qualche acuto, qualche urlo strozzato in gola con la paura di fare troppo rumore, che non si sa mai, che bisogna sempre andarci coi piedi di piombo, tanto è inutile farsi troppe illusioni.
Adesso, l’unica cosa che scorgo davanti a me, è il solito muro di cemento grigio, freddo, che sembra quasi di ghiaccio. Chissà che fatica doverlo scalare di nuovo, con le mani già doloranti dal solito arrancare, con quelle ferite che conosco troppo bene e che tornano regolarmente a sanguinare. Alzarsi, cadere, rialzarsi, ogni volta con qualche livido in più,con la pelle che si fa sempre più dura, quasi insensibile.
Che poi ad essere onesti non ci avevo davvero mai creduto. Sapevo delle coincidenze. Sapevo che ad ognuno spettano quei 15 minuti di celebrità, ma poi si deve tornare necessariamente coi piedi per terra, la vita non è un film, figuriamoci la sfiga.
Grandi prospettive che si sono disciolte come aulin in un bicchier d’acqua. Il tutto nel giro di un paio di settimane. Dalle stelle alle solite maleodoranti stalle. A volte cristosanto ritornano. Con puntualità svizzera, per giunta.
Mi sto rendendo sempre più conto che, per le ragazze, non può esistere la categoria delle “ragazze magre”. Quindi se parli con loro, noterai subito che si autodividono essenzialmente in “ragazze normali” e “ragazze anoressiche”. Il dialogo solitamente è questo. -A me piacciono le ragazze magre. -Ah, dunque ti piacciono le anoressiche. -Ma no, mi piacciono le ragazze magre, con un bel seno ed il culo piccolo, cosa c’entrano le anoressiche? L’anoressia è una malattia, mica mi piacciono le ragazze malate.
La moglie del mio titolare mi chiede quando sposerò la mia fidanzata. Le rispondo che, con quello che porto a casa a fine mese, la mia fidanzata preferisce che io dorma dai miei, e lei dai suoi. Aspetteremo momenti migliori. Sono sicuro che arriveranno, non appena sarà varato il ddl intercettazioni. (Ma poi non sono neppure fidanzato, cazzo vuole questa qui?)
Stavo riflettendo su questo concetto. La differenza tra un coglione coi soldi, ed una persona molto in gamba senza soldi, la fanno soprattutto i soldi.
Non so se avete notato, ma Gheddafi è morto. È stato ucciso da un ragazzotto di vent’anni, che lo ha fatto fuori con un colpo alla tempia. Non tanto per vendicare il popolo libico, quanto per impossessarsi della sua pistola d’oro. Rivendendola, suppongo che il Libia possa vivere agiatamente per almeno un paio di generazioni.
Er Pelliccia invece mi è troppo simpatico,peccato non sia un bocconiano, quanto mi avrebbe fatto piacere poterlo taggare con “uno di noi”. In sovrappeso, faccia da ebete, lancia un estintore di spalle, col rischio che gli cada in testa, non colpisce nulla, solo il selciato a causa di una banale quanto fastidiosa legge di gravità, dopo di che scappa ridendo. Una scoreggia nello spazio, immediatamente arrestato dai segugi Digos che speravano di spacciarcelo con un temutissimo black bloc, un sovversivo, un reazionario in lotta contro le forze dell’ordine.
Bravi sbirri, la storia che si ripete. L’unico fermato è uno sfigato con le occhiaie da cannato, così rincoglionito da non sapere nemmeno lanciare un sampietrino. Figuriamoci un estintore.
Persi o no siamo ancora in piedi non so chi, ma qualcuno si sentirà così persi o no siamo ancora in piedi siamo ancora che, siamo ancora chi, siamo ancora chi, siamo ancora che ne so ?
Eppure era così facile ridere. Adesso è tutto diverso. Adesso è tutto cambiato. Gli abbracci che diventano inopportuni. I sorrisi di plastica in cui fingiamo di credere. Si perde tutto. Anche il piacere nelle giornate di sole.
Ma cos’è stato di quel tempo, mi chiedo?
Clown, perdona, clown se non si ride e non si applaude qui clown, capisci, clown siamo insensibili
Clown, guardaci, clown siamo sicuri di non esserci clown, capisci, clown siamo invisibili