Stavo pensando.
Sono così sfortunato che, se fossi nato figlio d'arte, sicuramente sarebbe stata arte povera
Se potessi raccontarti. E riuscissi a farti capire. Solo una volta. Solo una dannatissima volta. L’ansia che ho dentro.
E' molto bello sapere che in italia il tasso di disoccupazione giovanile è del 30% mentre ogni telegiornale apre ogni santo giorno con qualche buona news sul ddl intercettazioni. Perchè chiaramente il diritto a non essere intercettato al telefono mentre dici a tua madre a che ora più o meno arriverai a casa dopo una giornata spesa al parco a spacciare deve venire prima del diritto al lavoro. Appartenere a questa grande nazione mi inorgoglisce ogni giorno di più.
A parte questo e a parte le zanzare oggi quasi non ho bestemmiato. Certo, sono sceso inavvertitamente dall'auto senza indossare prima la tuta ignifuga e per un istante lunghissimo mi sono sentito come se stessi bruciando dentro. " Mi sa che qui adesso svengo", ricordo di aver pensato. Ricordo anche che il solo pensiero di una tipica bellezza cuneese pronta a soccorrermi facendomi la respirazione bocca a bocca mi ha dato energie sufficienti a raccogliermi i pezzi, rientrare in auto, sgommare rumorosamente ed andarmene affanculo.
Bon, vi lascio. Cercherò tipo di andare a dormire o fare qualcosa del genere prima che il sonno mi colga. la foto non c'entra molto col post ma mi piaceva. Tra l'altro ho anche dovuto cancellarci una scriitta che reclamizzava una marca di abbigliamento. Country, come piace a me. Niente bulicciate del tipo D&G, Prada, Giorgetto Armani ed altri cazzi che volano.
Ah, dimenticavo. Ma quello che oggi si è connesso da Israele, che cazzo vuole?
C’era questa trattoria nella piazza del paese, e fuori come minimo ci saranno stati trentasei gradi. Tra la provincia di Alessandria e quella di Pavia, ad un paio di chilometri dal Po’.
Che probabilmente devo avere una predisposizione particolare per andarmi ad infilare sempre in certe bettole. Di quelle con le sedie bianche in ferro tipo da veranda, talmente sporche che ti imbratti i vestiti al solo pensiero di sederti, le tovaglie di carta che sembrano già usate e le mosche che ronzano sul pane.
Il gestore è un omone visibilmente in sovrappeso che assomiglia in maniera quasi imbarazzante al personaggio dello zio Andy nella sitcom “La vita secondo Jim” ed è vestito con maglietta e pantaloncini verdi mimetici.
Attorno ci sono solo operai ed un gruppo di escavatoristi che probabilmente stavano rinnovando un oleodotto lì vicino.
Fanno dei discorsi interessanti. Uno dice che anche le piante sono esseri viventi in quanto comunicano tra loro, l’altro parla di Maometto e di come la chiesa cattolica abbia poi distrutto la gioia di vivere, l’altro ricorda come il caffè sia un vasodilatatore, che col caldo occorrerebbe solo bere sali minerali. Poi qualcuno racconta la storia di quel tale che cercava di capire quanto pesa l’anima umana, e alla fine qualcun'altro se ne esce parlando di strategie commerciali della Caterpillar.
Io li ascolto mentre bevevo una media, e penso che quando ero nel blasonato mondo delle multinazionali, con tutti i gesùcristi del caso delle risorse umane che in base a come si atteggiano dovrebbero assumere solo gesùcristi di rappresentanti e area manager e regional manager, non si riusciva ad ascoltare una frase di senso compiuto che non contenesse almeno due a scelta tra i vocaboli cazzo figa tette pompino sborrata. Che a volte pure glielo dicevo. Non vi sembra di essere un tantino volgari? Siamo tutti grandi, ormai, questo lessico e questi discorsi sembrano più consoni ad un gruppo di tredicenni con turbe mentali. Ma lì la pecora nera ero io.
Alla fine quando sei troppo intelligente rispetto alla media vieni considerato un pirla. Il problema è che io sono una persona di media intelligenza, è questo che non capivano, mica un fenomeno.
E intanto che penso a questo, zio Andy mi chiede ogni volta che passa se va tutto bene, se ho bisogno di altro, perché probabilmente in quella trattoria in una piazza di un paese di duecento persone non era mai entrato nessuno con una camicia bianca ed una cravatta azzurra e si sentiva un po’ in imbarazzo ma anche un po’ inorgoglito di avermi come cliente. Camicia bianca e cravatta azzurra. Come imponeva la ibiemme ai suoi venditori qualche anno fa. Almeno così mi spiegarono all’Università, quando in realtà non si pronunciava ibiemme ma ai bi em.
Mi alzo e vado a pagare. Zio Andy legge il timbro sulla fattura, e mi chiede di dove sono. In realtà abito a 20km da quel posto, ma me la tiro ancora un po’ e dico che ne vengo dalla Brianza, che in quelle zone di provincia dire così suscita ancora un certo interesse. Come a Milano quando uno ti dice che ne viene da Parigi. Poi mi chiede cosa produciamo, io glielo spiego, e lui mi dice di andare in quell’azienda che lì sicuramente potrebbero avere bisogno.
Rimango quasi allibito. Zio Andy che prima mi tratta come se fossi un petroliere, poi mi spiega anche la strada per andare a cercare business. Che quasi glielo volevo pure dire. La smetta di trattarmi come se fossi Tronchetti Povera, sono un morto di fame esattamente più di te.
E tutto per merito di una camicia bianca ed una cravatta azzurra. A conferma della mia massima, che è più facile essere considerati grandi pittori in un mondo di imbianchini che mediocri imbrattatori in un mondo di michelangeli.
Evidentemente certe persone sono nate per la camicia. Certo, io avrei tanto preferito essere nato con la camica. Le solite stupide preposizioni semplici che mi fregano.
(Pazienza, oggi è già giovedì, non facciamone un dramma)
Mi ricordo che quando avevo quattro anni ascoltavo sempre questa canzone, che non sembrerebbe proprio una canzone per bambini.
La ascoltavo perché in casa mia c’era un giradischi blu portatile per i vinili a 45 giri ma pochi vinili a 45 giri. E tra questi c’era il buon Rossano. Lato A, “Ho perso il conto” lato B, “Susan Dei Marinai”.
Probabilmente sto disco lo aveva comprato mio padre che nel 1971 aveva…beh, essendo del ’43 aveva 28 anni. Anyway. Questa canzone io l’ascoltavo che avevo quattro anni. E ieri, mentre ascoltavo Vecchioni, mi è improvvisamente tornata in mente. Perché mi ricordava Luci a S. Siro. Ed infatti Luci a S.Siro è una rielaborazione di questa canzone. Scritta dallo stesso Vecchioni. Che, per ricapitolare, ha scritto l’originale che non conosce nessuno e poi la cover, divenuta famosissima.
L'originale la cantava Rossano nel 1971. Solo che io mica lo sapevo, quando avevo quattro anni. Nemmeno conoscevo Vecchioni. E San Siro. Mica come adesso, che ho trent’anni e San Siro è la capitale del calcio europeo, dove giocano le due squadre più forti di Milano. L’Inter, e le riserve dell’Inter.
Che a cercarlo bene, probabilmente quel vecchio vinile dovrei averlo ancora. Nel baule polveroso dei miei ricordi, suppongo. Per carità, non apriamolo e concediamoci il beneficio del dubbio.
(PS: tra l’altro Rossano è morto a trent’anni precisi. Trovato impiccato in una camera d’albergo. Ma mica a S. Siro. A New York. Faccia da pirla.)
Ho perso il conto
di chi ho rimpianto
ma ricomincio e dentro
spero sempre un po'
E allora facciamo un brindisi a tutti i camionisti del mondo, ed un brindisi a tutti i rappresentanti del mondo, ed un brindisi anche a tutte le puttane del mondo, che in questa trattoria sperduta nel mezzo di una pianura di risaie si può respirare solo polvere ed aria calda e zanzare.
Però questo è l’ultimo, io vi ringrazio, siete davvero gentili ma poi basta che dobbiamo guidare. Voi i vostri camion. Io la mia auto.
Che oggi è venerdì e come al solito dio ci vede.
Male.
Voglio creare un nuovo editoriale. Non so esattamente di cosa parlerà, ma mi è appena venuto in mente il titolo : Maschilisti in Merceses. Non avete già voglia di correre in edicola?
"...Ed ecco che il nostro amato mensile vi propone oggi in esclusiva l’intervista a colui che è stato definito dalla nostre lettrici come l’uomo più misogino di tutti i tempi. Siamo liete di presentarvi, amiche lettrici, l’unico per fortuna e speriamo, inimitabile, Goretexcowboy, neo fondatore dell’editoriale il cui primo numero è già andato esaurito in tutte le edicole, Maschilisti in Mercedes."
Anna Wintour : - “ Dottor Goretexcowboy, George Clooney l’uomo più sexy dell’anno, lei il più misogino. Come ci si sente?”
Goretexcowboy (in uno splendido gessato scuro alla Moratti): - “ Sono soddisfazioni. Adoro arrivare primo. In qualsiasi competizione. Le donne sono sempre così premurose nel correre in soccorso del vincitore. Soprattutto le belle donne. Ha mai assistito ad un GP in un paddock di formula uno?”
Anna Wintour : - “Quindi per lei la donna dovrebbe rimanere chiusa in casa a cucinare e stirare?”
Goretexcowboy : - “ Non scherziamo. La cucina è roba da uomini”
Anna Wintour : - “ Suppongo dunque che secondo lei le donne non capirebbero niente?”
Goretexcowboy : - “ Supposta esatta. Ha mai provato a spiegare ad una donna come funziona il fuorigioco nel calcio?”
Anna Wintour : - “ Sgrunt. Ma possibile che lei non riesca a vedere altro? Possibile che lei non riesca ad andare oltre il concetto di donna vigente sessant’anni fa?”
Goretexcowboy: - “Io non riesco ad andare oltre il concetto di decapottabile a due posti secchi. E mi scusi se è poco”.
Anna Wintour : - “Beh, dia un consiglio a chi come me non è più nel fiore degli anni. Cosa dovrebbe fare secondo lei una over 40, per rendersi attraente?”
Goretexcowboy: -“Smettere di mangiare?”