martedì 8 settembre 2009

capitano o mio capitano


barham[1]



La bottiglia è quasi vuota.



Il Capitano l’ha aperta un attimo fa



quando irrimediabilmente ha deciso che anche stasera



la nave sarebbe affondata



 



Il vetro riflette l’immagine di un volto



che il Capitano non riconosce.



Qualcuno glielo spieghi.



C’è solo Lui, seduto su quella poltrona umida.



 



Da qualche parte arrivano delle voci



Le solite scene riviste all’infinito.



Solo un po’ più sbiadite.  



Guardarle da lontano, ogni sera,



senza domandarsi il perché.



 



La nave  è affondata.



Succede sempre più spesso,ormai. Non fa più clamore.



Qualche anima pia forse passerà a raccattare il Capitano,



forse sarà sua madre,



o forse nessuno.



 





Ogni Capitano che si rispetti deve affondare con la propria nave. Per morire nella tempesta.





La rinascita non viene garantita.



Appurato che il Capitano non è un’araba fenice.
 



Così è scritto.



 

lunedì 7 settembre 2009

sister blister on phone


Telefono[1]Il telefono squilla a casa di Goretexcowboy.



 



Sister Blister : pronto, mi senti? Qualcuno mi sente?



 



Goretexcowboy: sento una voce ma non connetto la faccia da culo alla quale appartiene. Chi tu sei?



 



Sister Blister: ma sono io, sono tua sorella no? Sto chiamando da Buenos Aires.



 



Goretexcowboy: La smetti di rompermi il cazzo con ste telefonate? Hai già chiamato la settimana scorsa, è sufficiente. Ma non eri in Canada alle cascate del Niagara?



 



Sister Blister:  uh ma no cazzo dici, sono andata a vedere le cascate ma qui in argentina, mica in Canada. Ma non hai capito niente?



 



Goretexcowboy: Sei tu che non sai spiegarti. Hai sgonfiato tanto che dovevi andare a vedere ste cascate. Saranno quelle del Niagara, ebbi pensato.



 



Sister Blister: Vabbè meglio lasciar perdere. La mamma non c’è?



 



Goretexcowboy: No, neppure papà, sono tutti morti, li ho appena uccisi. E poi anche se ci fossero non avrebbero voglia di parlare con te. Perché ti odiano. Sì, i tuoi genitori ti hanno sempre odiata, perché da piccola piangevi troppo e loro non potevano dormire. E poi non so se lo sai, ma ti hanno adottato. Ma dove sei adesso? Quanti gradi ci sono?



 



Sister Blister: sono a Buenos Aires, a casa dei genitori del mio boyfriend. Ci saranno 17, 18 gradi.



 



Goretexcowboy: 17-18 gradini? Ma dove abitate? In una palafitta?



 



Sister Blister: ma no, gradi, non gradini, gradi gradi gradi AAAAAAAARRRRRRRRRRRRGGGGGGGGGGGGGGG TI ODIOooooooooo!!!

domenica 6 settembre 2009

autumn in myself


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E così il vento mi ha portato l’autunno.
 



Le lenzuola bagnate di lacrime



lasceranno presto il posto alle vecchie coperte



troppo  sottili  per non farmi sentire



il freddo che ho dentro.



 



Il primo giorno di scuola, i primi capelli baciati,il primo lavoro



quanti ricordi sbiaditi



tra le foto scattate a settembre.



 



Le foglie cadono senza farsi male,



dal ponte le posso vedere.



Fra poco la nebbia arriverà anche quassù



e neppure più le stelle



potranno farmi compagnia.



 



Qualcuno è partito,



qualcuno deve ancora tornare.



Mi manca tutto.



Non mi manca niente.



 



L’intero  mio regno per un paio di guanti.



Consumato il cuore, salviamo le mani,



che il freddo sul ponte si fa già sentire



 



 



 



 



 



 



 

meglio un drink

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 - Un drink, signore? -


Qual è la cosa più forte che avete, di grazia?


- Latte di suocera, signore. -


Me ne riempa pure un bicchiere

mercoledì 2 settembre 2009

morti bianche


 



pugnalata_alla_schiena[1]



 



Quanto doveva essere stupida, quella zanzara.



Continuando a sbattere contro il vetro , senza capire che da quella parte non sarebbe mai andata da nessuna parte. Sperava di fuggire, l'illusa.



 



Così l’ho schiacciata. Contro il vetro. Il buio del mattino faceva risaltare quella microscopica macchia di sangue.



Morta per sempre.





Così stupida da non vedere alternative.



 



(Così miserabile da non avere alternative. La deriva: come pugnalarsi alle spalle)





 



Padre  mi perdoni  perché ho peccato

martedì 1 settembre 2009

questioni di sfumature


Iceberg

 



Sister Blister ha gli occhi azzurri. Anche Goretexcowboy ha gli occhi azzurri. Entrambi hanno gli occhi azzurri, d’altronde sono fratello e sorella. Ma non è lo stesso azzurro.



 



 



 





L’azzurro di Sister Blister tende al blu. Un blu bellissimo. Un blu che sa della spensieratezza di quando si era bambini, di vacanze al mare coi nonni, di pic nic a pasquetta, di gite in bicicletta con le amiche, dei primi baci dati in una sera d’agosto, di sigarette fumate senza che la mamma lo venisse a sapere.
Un blu che sa di cielo e di oceano  contemporaneamente.  
Un blu che sa di Gran Canarie.
Un blu accondiscendente, sempre pronto a dirti “ok, non c’è problema, io sono sempre qui. Quando vuoi parlare, quando vuoi fare quattro risate”.
Un blu di una dolcezza grande quanto la sua fragilità.
Un blu che non sa mai qual è la cosa giusta da fare.
Un blu che a tratti diventa mare in tempesta per poi tornare limpido quando la bufera è passata, quando il veliero è affondato oppure è rientrato in porto.



 



 



 



L’azzurro di Goretexcowboy  è più  grigio, meno intenso. Azzurro ghiaccio. Nei suoi occhi se sei fortunato puoi vedere gli iceberg che si spezzano.
E’ l’azzurro di una giornata di dicembre seduti su qualche panchina di Stoccolma, a guardare la gente che passa, avvolta nei cappotti.
E’ l’azzurro di chi ha sempre viaggiato sui binari senza mai sbandare, però contromano.
E’ l’azzurro freddo dell’acciaio zincato.
E’ l’azzurro delle stalattiti che in inverno pendono dalle grondaie, o dell’acqua che scorre nei fossi dopo il disgelo.
Un azzurro  che magari ti dice “no guarda, ripassa domani che adesso non ci sono”.
In questo azzurro le barche non affondano. Non possono affondare. Non devono affondare. Sono petroliere, portaerei, rompighiaccio. Passano silenziose, indifferenti. Sanno che devono salpare da un porto e approdare in un altro. Senza mai voltarsi indietro. Che ci sono delle tabelle di marcia da rispettare.



 



E’ l’azzurro della baldracca che dopo la sveltina ti chiede i 100 euro.





 



p.s.1: Ci avete mai  fatto caso? Che  i migliori  piloti  ed i cattivi dei film hanno sempre gli occhi azzurri?



 



 



p.s.2: Visto che qualcuna che passava di qui nella sua infinita dolcezza mi ha già eletto a genio della fotografia, devo riconoscere di aver trovato questa foto da qualche parte su internet quindi non è assolutamente farina del mio sacco. Grazie comunque lettrice di passaggio. Almeno ci hai provato.