La bottiglia è quasi vuota.
Il Capitano l’ha aperta un attimo fa
quando irrimediabilmente ha deciso che anche stasera
la nave sarebbe affondata
Il vetro riflette l’immagine di un volto
che il Capitano non riconosce.
Qualcuno glielo spieghi.
C’è solo Lui, seduto su quella poltrona umida.
Da qualche parte arrivano delle voci
Le solite scene riviste all’infinito.
Solo un po’ più sbiadite.
Guardarle da lontano, ogni sera,
senza domandarsi il perché.
La nave è affondata.
Succede sempre più spesso,ormai. Non fa più clamore.
Qualche anima pia forse passerà a raccattare il Capitano,
forse sarà sua madre,
o forse nessuno.
Ogni Capitano che si rispetti deve affondare con la propria nave. Per morire nella tempesta.
La rinascita non viene garantita.
Appurato che il Capitano non è un’araba fenice.
Così è scritto.