lunedì 29 aprile 2013

il colore che ho dentro. Un anno dopo




Ciao Nan,sì qua è sempre uguale. Diciamo un po' peggio del solito, ma sono troppo stanco, anche solo per preoccuparmene.

Lo so che ho una voce triste. E' che vorrei cominciare a costruire qualcosa anche per me, che vada oltre il doversi inventare come arrivare alla fine della settimana. Qualcosa a lungo termine,capisci?

Ma non ci riesco. Non mi capitano le occasioni. Non mi metto neppure più a cercarle. NON NE HO PIU' VOGLIA.

Certo, vado sempre alla diga, ma non pesco quasi mai. Mi siedo e provo a catturare qualche raggio di sole di questa primavera che proprio non vuole arrivare. E le rose. Sono indietro, molto indietro. Ne ho quasi venti piante, ormai.

Sai. C'è un posto, lassù tra i boschi. Non mi trovereste mai.

lunedì 1 aprile 2013

riassumendo









Mio cuggino, quello con cui giocavamo da piccoli coi trattori a pedali, ha avuto un secondo bambino.Capricorno come me e come lui,tra l’altro.

Monique è brand manager, si è sposata ed ha avuto un bambino.

Enrico si è sposato.


Andrea si è sposato ed ha una bambina.

Robi ha una bambina e convive

Rosy si era sposata già qualche anno fa ed ha un bambino, o una bambina, o entrambi non ricordo.

Gianlu si è sposato ed ha un bambino ed una bambina.

Beppe non so, è diventato vice president di salcazzo cosa in svizzera. Figlio di contadini peggio di me, da notare.

Luca andrà a lavorare in Francia nella multinazionale per la quale sta lavorando adesso in Italia. Uscito dalla mia stessa università con lo stesso voto lo stesso giorno, da notare.

Io stavo guardando gli annunci su autoscout24. Vorrei comprare una UAZ469 e sparire per sempre. 






mercoledì 13 febbraio 2013

guardano a turno il telefono sempre impassibile, il loro tempo si sbriciola,sembra passabile (Paolo Conte - Pesce veloce del Baltico)


Qua nella terra dove tutti sono brutti la gente è strana. Le persone che incontri, con le quali hai a che fare, sembrano non aver voglia di fare un cazzo. Il calendario alla reception è fermo a gennaio anche se siamo alla seconda del mese successivo. C’è un certo Gaetano che avrà diciotto anni e  che mi consegna la chiave  della stanza. Siede su di una sedia che sembra uscita da un salotto medioevale. Quando indietreggia ne deve far scivolare i piedi sulla moquette rossa, che si lacera. Lo schienale è reso più comodo da una specie di cuscino preso da chissà dove e legato malamente all’intelaiatura. Mi chiedo perché non vogliano usare una normale sedia da ufficio, con rotelle e schienale regolabile.
Non so, questo posto mi sa tanto di Russia post perestroika. Ma gli anni 90 sono finiti. Da un pezzo. Nel '90 avevo dieci anni. Adesso ne ho 33. Mah.

Ci sono boschi a perdita d'occhio e strade che li attraversano, e  pascoli con cavalli bassi e poi campi di grano che cresce, ma non è quello di cui ho bisogno.
Fuori piove ed un vento gelido porta la neve contro il vetro della mia auto.

La fornace è enorme e deserta. Giro negli uffici vuoti sino a quando non arriva un tipo a spiegarmi che sono tutti a casa, in attesa di nuovi ordini dalla sede centrale. Non possono che aspettare.

Invio un messaggio col cellulare, ma nessuna risposta. Ne invio un altro, ma come prima. Guardo il telefono,sempre impassibile.
Mi chiedo cosa sto facendo qui, in mezzo a questo niente,sotto questa pioggia ghiacciata.

Mi vengono in mente Emanuele,Luca,Monique,Chiara,Alessia, Enrico,pure mia sorella. E sono sicuro che in questo momento loro non stanno certo pensando a me. Eh già,saranno impegnati con i loro lavori, le loro famiglie,le loro cose. Perché dovrebbero pensare a me? Si stanno salvando. Loro si stanno salvando. 
Io no.

Nella trattoria dove ceno osservo al tavolo quattro ucraini, credo facciano i muratori. Uno è un ragazzone sui 100 chili e dai capelli a spazzola. Parla bene l’italiano. Sono tutti in maglietta a mezze maniche. Scherzano tra di loro, ordinano tagliatelle al ragù, e poi non so.

Al mattino ci sono un paio di tecnici che fanno colazione nello stanzone semibuio. Chissà quanta gente dev’essersi seduta a quei tavoli, nei tempi migliori. Quanti venditori come me. Oggi siamo in tre. Forse quattro, ma non di più. Gaetano prepara i caffè,nessuno che abbia voglia di parlare.

Armeggio con la tastiera del cellulare. Invio un messaggio,guardo il telefono. Sempre impassibile. Il tempo si sbriciola, ma non abbastanza. Mi chiedo ancora cosa sto facendo qui. Penso alla  piega che ha preso la mia vita. Penso a come la vita sia fatta di coincidenze, momenti, situazioni, piccole cose che la indirizzano inevitabilmente verso certe direzioni. 

Cerco la forza che avevo dentro qualche anno fa. 
Oggi non la trovo. Nemmeno un po’. 
E la fortuna conta sì, la fortuna è determinante. La fortuna di aver fatto la scelta giusta. Ma davvero ho potuto scegliere?

Nel '90 avevo dieci anni. Adesso ne ho 33. Mah.

mercoledì 2 gennaio 2013

e così sia


Un anno devastante è finito. Ne comincia uno nuovo, con solo ombre e nessuna luce. Già qualcuno mormora che sarà ancora più difficile di quello passato. Ci credo. Ne sono sicuro.

Non ho buoni propositi, per questo 2013. Ho solo un desiderio. Che sia un anno per me. Che sia un anno dove, tra le mille difficoltà da affrontare, ci sia anche qualche momento di felicità. Nascosto in un raggio di sole, o dietro un cespuglio, o in fondo ad un cassetto. Non ha importanza. Ma vorrei tanto che fosse un anno per me. 



martedì 25 dicembre 2012

vi auguro zero di questi giorni


Mai così tanto mi sono sentito esausto.

Mai così tanto ho desiderato essere da un’altra parte, senza persone attorno.

Mai così tanto ho desiderato che fosse tutto diverso.

Mai così tanto avrei voluto una parentesi di una mezz'ora, da vivere senza l’ansia che mi attanaglia il respiro. Da vivere senza doversi convincere che si desidera quello che già si ha.

Natale 2012. Sotto un cielo di grigio infinito. Mi sanguina l’anima. 

giovedì 22 novembre 2012

I ran the cow into the garden




“Mi è scappata la vacca in giardino”. Dalle mie parti significa che ormai non ce la si fa più. Non se ne ha più voglia. Si è esausti.E' troppo difficile ormai andare avanti, ma non si cercano neppure più alternative. Perché non se ne trovano. Perché non ce ne sono.

Me lo ha detto oggi il mio ex compagno delle elementari e medie (http://bocconianialprozac.blogspot.it/2012/09/compagni-di-niente.html). 

L'ho trovato per puro caso nel   parcheggio di un centro commerciale ormai in disuso, seduto sulla sua vecchia fiat Bravo azzurrina, un po’ scassata. Aspettava un cliente da portare in un cantiere. 

"Mi è scappata la vacca in giardino". Non mi guarda, fissa il cruscotto, sospira. "Dicono che forse nel 2014 ci sarà un po' di ripresa, ma..."
"...Ma ci sono le stesse probabilità che domani, uscendo di casa, incontri Darya Klishina che mi implora in ginocchio di scoparla", proseguo io.

E scoppiamo a ridere.