lunedì 8 ottobre 2012



Come quando dentro non si può più aspettare qualcosa che non arriva. Come quando fuori piove. Come vivere su di un vascello che sta imbarcando acqua. In mezzo ad una tempesta. Destinato ad affondare, solo questione di tempo. Mi sembra di essere tornato ad ottobre 2009. Rileggo quelle righe. Sembra oggi. Sembra adesso. Un salto indietro di tre anni.

Mi domando come faccio ancora a reggere. Certe delusioni. Certe ansie. Certe cadute. Mi sento addosso centomila anni. Centomila.

E la luce che ho dentro è quella di una candela che, con la forza della disperazione, riesce a resistere al vento. La fiamma tremula rimane accesa sino a quando non si consuma la cera.

Consumato. La parola che cercavo. 


mercoledì 3 ottobre 2012


cuori agitati dal vento 

disorientati perché 

con l'ansia che 
abbiamo dentro 

ognuno è fuori di sé... 

(Cuori Agitati - Eros Ramazzotti)


AUTUMN IN BUSALLA



Le intro di certe canzoni non dovrebbero finire mai. Dovrebbero semplicemente ESSERE la canzone, penso mentre sto ascoltando “She’s the One”.
Robbie, dovevi fermarti alla quarta strofa. Stop. Ed invece hai voluto fare lo sborone, rovinando tutto.
Così come certe storie. Che dovrebbero essere LA STORIA. Che dovrebbero durare per sempre. Ed invece.

“Da Franco” siamo ancora in provincia di Alessandria, dunque Piemonte, ma tutti parlano ligure. Perché ognuno fa le sue scelte di vita e se ti capita di vivere in un paesino dell’Appennino al confine tra Piemonte e Liguria, scegli necessariamente di essere ligure. Se vivi in un paese in mezzo ad una risaia al confine tra il Piemonte e la Lombardia, scegli necessariamente di essere lombardo. Essere piemontesi evidentemente non fa tendenza.

Comunque si mangia bene e non si spende molto. I “Rappresentanti di tutto il mondo unitevi” si fermano qui per mangiare, ma dopo le 13.30. Io per quell'ora ho già finito da un pezzo. Perché ho le mie nevrosi, come le star, dunque o mangio alle 12 in punto, o ti spacco la faccia.

Il signore brizzolato sulla sessantina non riesce a tenere gli occhi aperti. Fa il medico e sono parecchi giorni che non dorme. Tagliolini al cinghiale, acciughe fritte, mezzo di rosso, caffè + mezzo bicchiere di Fernet. Se gli fanno il palloncino si prende i domiciliari. Non vorrei mai essere operato, da un medico che sceglie un menù del genere.

Qui nel parcheggio di terra bianca il tempo sembra dilatarsi,gli alberi non hanno ancora perso una foglia, c’è un sole meraviglioso ed un’aria fresca a ricordare certe giornate di inizio primavera.Che non dovrebbe essere così. L’autunno non dovrebbe essere la stagione delle domande. L’autunno dovrebbe essere la stagione delle certezze. La stagione di “quello che si poteva fare è stato fatto,adesso vediamo di chiudere l’anno con l’animo in pace”. La stagione di Lei che era bellissima e di Te che non ti scorderai tanto facilmente  quegli occhi di cielo e  quei baci dati senza pensarci troppo. La stagione del “Ti voglio qui, adesso,con me”.

Invece niente di tutto questo. Almeno, non per me. Se lo è per qualcuno, sono contento, non è che mi dispiaccia. Dico solo che non lo è per me. 

giovedì 27 settembre 2012




Mamma mia dammi cento lire che…

“Se avessi i soldi a quest’ora sarei in Polonia, mica qui in questo posto di contadinacci, mi dice il cliente al quale ho portato del materiale”. Perché ultimamente per cercare di vendere qualcosa mi tocca pure fare il corriere. “Ho già comprato il terreno edificabile. Appena posso me ne vado.”

Menù del giorno

-Vuoi gli gnocchi oggi?
Gnocchi.
-Poi il carpaccio e le verdure bollite?
Carpaccio e verdure bollite. Ma perché puzza sempre così questo posto?
-Quale puzza?
(avrete già sicuramente capito dove sono)


Ezio Greggio vive dentro di me
Goretexcowboy: “Ti ricordi almeno cosa vendo?”
Figlio Titolare: “Sei il rappresentante della Brevini?”
GC: “Sì,di sto cazzo. Lo sai vero perché sono venuto anche qui, in sta cesso di officina?”
FT: “Perché le cose vanno male e io ti faccio ridere.”
GC:  “Bravo. Quel pazzo scatenato di tuo padre dov’è? E’ sempre vivo?”
FT: “Boh non lo so, se senti qualcuno cantare è lui.”
Padre Ottantenne (con occhiali dalle lenti tirate su): “Chi cazzo sei, vestito così in sto posto?”
GC :”Hai gli occhiali come Massimo Boldi. Pensavo fossi morto tra l’altro. Ne fai di seghe o hai smesso totalmente (costruiscono seghe a nastro)?”
PO: “Ma che smesso, almeno una sega al giorno la faccio”
FT: “Pa’ hai visto, sono sopra ad un bancale e sono ancora più basso di lui (in piedi sopra ad un bancale). Ma perché non fai il presentatore in televisione?”
PO: “Ecco bravo. Ma vai a presentare veline, vai” 

mercoledì 26 settembre 2012

parafrasando Cocò


A diciotto anni ti trovi il culo che ti è capitato.

A trentacinque quello che ti meriti.

(Scusate ma oggi non mi veniva proprio niente di meglio. Comunque è vero)

lunedì 17 settembre 2012

compagni di niente


Beh non eravamo in molti ad avere la stessa età, anche perché il paese era piccolo. Ed è piccolo ancora adesso, anzi forse addirittura di più, con le villettine dal giardino in ordine su cui campeggia la scritta vendesi/affittasi. Mah.

Comunque, dato che mi ha incontrato mentre passavo di fianco alla sua cascina ed è stato per parecchi anni il mio miglior amico, sino a quando poi l’università non ha diviso le rispettive strade, ci teneva a farmi vedere l’attrezzatura.

Quattro cingolati di cui uno funzionante, tre trattori gommati a pezzi, più un bulldozer che adesso non va in moto, ma che se si  trova un meccanico in gamba, vedi come parte. E con quella lama davanti può spianare qualsiasi collina.

“Ma ti capiterà di usarlo massimo una volta ogni 2 anni”
“No no, vedrai, con questo è come guidare un carrarmato. Peccato che non vada in moto,altrimenti te lo facevo provare. Dovresti sentire il rombo. Non ne fanno più, di motori così”.

“E il lavoro come va?”
“Quest’anno ho fatto 4 mila ballette di fieno, poi quasi 100 quintali di grano, adesso comincia la vendemmia ma sono stanco”

“No, intendevo il lavoro allo studio di ingegneria”

“Ah ma non ti ho fatto vedere il Fiat. Ha solo 5 mila ore. Non è recente, ma quando ha un problema io non sono capace di aggiustarlo. Il resto lo aggiusto tutto io, ma questo non sono capace.”

Non lo so. Ho l’impressione che, lungo la strada, si sia perso anche lui.


giovedì 13 settembre 2012







...in mezzo a una vita che poteva andare ma
non si sapeva dove... 

in mezzo a tutte le tue scuse 
...senza saper per cosa


(Luciano Ligabue - Quella che non sei )