domenica 27 febbraio 2011

mercoledì 23 febbraio 2011

noemi (la cantante, non la papi-girl)

noemi
Sai ti dirò come mai
giro ancora per strada
vado a fare la spesa
ma non mi fermo più
mentre vado a cercare quello che non c'è più
perché il tempo ha cambiato le p
ersone
ma non mi fermo più

(Noemi - Vuoto a perdere)


martedì 22 febbraio 2011

quello che sento

rumore[1]

....poi quel rumore, come di vetri infranti.

Come di qualcosa che si rompe all'improvviso, per sempre

parole parole parole

parole

parole che si dicono
parole che si vorrebbero dire ma che proprio proprio non escono
parole che non si dovrebbero dire perché poi magari se le dici  ti penti
o magari no

parole su cui si passa sopra
parole che ci passano sopra pesanti come cuscini imbottiti di piombo
parole che si dissolvono sullo sfondo,nella calura di una notte d'estate
parole che si dissolvono controluce,nella nebbia umida di qualche pianura

parole soltanto parole, parole fra noi

domenica 20 febbraio 2011

martedì 15 febbraio 2011

da bere

Giuro che
se mi offri anche da bere
Dico che
sto bene come sto


(Vasco Rossi - Non sopporto)

lunedì 14 febbraio 2011

summer rain


I grandi cambiamenti arrivano sempre in silenzio, quasi di nascosto.
Non si presentano mai con tempeste di tuoni e fulmini o con nevicate apocalittiche. Al massimo possono essere preceduti da uno scroscio di pioggia in un giorno di sole o da un refolo di vento freddo ad inizio settembre, ma nulla di più.

Ripenso all’ultima partita nell’Inter di un certo Sandro Mazzola. Dopo un banale derby di Coppa Italia, per giunta perso 2 ad 1, decise che non sarebbe più sceso in campo con le scarpe da gioco. Chissà quante volte avrà  meditato il momento dell’ addio, in diciassette anni. Chissà quante volte, prima di quella, avrebbe voluto dire basta.
E magari, quando ci pensava  la sera, prima di dormire, immaginava pure un addio con giro di campo, bagno di folla, premio alla carriera. Invece, in una banalissima giornata di metà maggio, alla fine di una delle partite più inutili da lui giocate, entrò negli spogliatoi e decise che era il momento di cambiare.

Un po’ come spegnere una luce per sempre. Ogni giorno premi il tasto dell’interruttore, sino a quando una sera  decidi che non la riaccenderai più. Magari sono anni che ci pensi e provi a trovare il coraggio, ma la paura ti ha sempre attanagliato la gola. Poi, come se fosse la cosa più naturale del mondo, succede. Semplicemente perchè doveva succedere. Semplicemente perchè ci meritiamo che certe cose accadano. Quella lampadina che dava fastidio si spegne, per sempre. Il buio non fa paura, non ci sono i lupi cattivi che mordono, anche se in realtà non ci sono mai stati. E non ci pensi nemmeno più. Certe cose capitano quando meno te lo aspetti