C’è quest’omino che non capisco bene che lavoro faccia,credo
che pulisca i cessi dell’autogrill. E’ la prima volta che lo vedo. Tra Genova e
Rapallo. "Da questa parte signore". "Prego signore". "Signora, stia attenta a
non scivolare". Col camice azzurro. Pulito, stirato. Una dignità ed una educazione
inarrivabili, per uno che alla fine pulisce i cessi di un autogrill tra Genova
e Rapallo.
Parla anche in
inglese. Credo gli abbiano detto qualcosa del tipo “Have a nice day”, e lui ha
immediatamente risposto “Thank u, thank u sir”. Mi ha ricordato tanto Alberto Sordi,
quando interpretava il benzinaio in uno dei suoi film migliori, Un italiano in
America. “Good evening sir, how
many gallons? Thank u sir. Thank u”
Mi lavo le mani e mentre esco gli chiedo se nevicherà
"Ma dove devi andare, perché se vai verso sud vai
tranquillo, il problema è verso nord".
"Vado verso sud". Come nei film stelle & strisce, che c’è
sempre un autostoppista che deve andare da qualche parte, e non dice mai la città, dice
la direzione. “Vado verso sud sino a dove riesco ad arrivare”.
Due gradi sotto zero non si sentono , se c’è il sole. Come oggi. Nel palazzo tutto vetri costruito qualche anno fa, la luce entra senza fare troppo domande, tanto che la segretaria deve tirare le tende. Mi cade l’occhio sul titolo di apertura di un giornale. I giovani sfiduciati, i giovani che non ci provano neppure più, i giovani i giovani i giovani. E poi c’è il mio interlocutore,che segue gli acquisti tecnici. Ed è giovane ed ha la faccia del bravo ragazzo, un maglione troppo largo e la fede al dito che ogni tanto si sfila. Che non si dovrebbe mai giudicare uno dalla faccia perché è molto pericoloso, dicono gli strizzacervelli. Che poi uno si crea dei film,dei pregiudizi. "Questo è bravo,questo è cattivo...". E’ difficile, dicono gli strizzacervelli,giudicare una persona dalla faccia. Difficile,ma non impossibile,dico io.
"No beh il lavoro, dai perché.Sì le cose qui andavano male già quando nel resto d’Italia,tra virgolette,andavano bene. Io sono del ‘76, Mi ricordo di quando sono uscito da ingegneria. Trovare lavoro era già dura allora. E meno male che ero ingegnere meccanico. E non mi spiego. Quando stavo ancora studiando mi chiamavano le ditte come stagista, appena mi sono laureato, si è fermato tutto. Neanche più uno stage riuscivo a trovare. Non so. Ma di dove sei tu? Ah si, ogni tanto ci vengo a suonare, con degli amici,facciamo piano bar. Ma poca roba, così, per passare la serata. Ma tu sei proprio di quel posto lì? No perché allora magari conosci quel negozio di chitarre che c’era sino a qualche anno fa, noi ci venivano sempre,facevamo sempre un casino. Ma c’è ancora? Perchè ho sta passione, con gli amici, il sabato sera." Sto per uscire, gli stringo la mano, irrompe una figa bionda alta come me. "Ah sì, è Olga, la nostra commerciale russa."
Ad occhio mi sembra,ehm, simpatica.
E va bene così, senza parole. Se c’è il sole, oggi va bene anche così. Se ci fosse stata la pioggia, sarebbe stato tutto diverso. Ma oggi almeno c'è il sole, prendiamola così.